Isola junior

Le parole possono tutto, di Silvia Vecchini e Sualzo

Che le parole non possono tutto l’ho imparato nel tempo. Non sempre riescono a salvarti dal dolore, ad esempio. Non sempre convincono le persone a restare. Non sempre sanno dare risposta alle tue domande. Più spesso restano sospese, come quella nebbia che in certi giorni di afa galleggia sul velo dell’acqua e non si scioglie.

Forse per questo mi aveva attirato il graphic novel di Silvia Vecchini e Sualzo, Le parole possono tutto. Quell’affermazione mi riportava a un tempo in cui anch’io sapevo credere, e nelle parole riponevo tutta la mia fiducia. E anche se non conoscevo ancora le illustrazioni di Sualzo – il suo tratto così pulito ed evocativo – già conoscevo e apprezzavo la scrittura di Silvia Vecchini, il suo modo semplice e poetico di guardare nel cuore del mondo.

Cerco quindi di ritrovare la fiducia insieme alla protagonista del libro, Sara: sul volto una cicatrice sempre nascosta da un ciuffo di capelli, nel suo passato più lontano la separazione dei genitori, in quello più recente una brutta lite con la sua amica Greta e una punizione per aver disegnato dei graffiti sui muri della scuola. Per scontare la sua colpa deve trascorrere trenta ore di volontariato in una casa di riposo. Ed è lì che conosce il signor T.

La vera identità del signor T. resta un mistero, e poco importa che venga rivelato. Con lui Sara impara l’alfabeto ebraico e il significato che ogni lettera racchiude: l’inizio di tutto, la vita, la verità, l’amicizia. Impara a riacquistare fiducia nelle parole e, insieme, nelle persone, attraverso la pazienza, la perseveranza che c’è nel ricominciare, nel risalire dal fondo in cui si è precipitati. Impara che sì, le parole possono tutto, se le conosci, se le sai scegliere, se le sai usare. Possono creare e possono distruggere, possono fare la differenza tra un mondo e l’altro, possono perdonare. Ed è così che Sara impara a essere Sara – l’impresa più ardua – lasciando andare le parole che non servono più, e permettendo alle nuove di nascere.

Le parole possono tutto ha vinto, meritatamente, il Premio LiBer come “Miglior Libro 2021” e il Premio Laura Orvieto come “Miglior libro dell’anno” nella sezione 12-15 anni.

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