Con parole tue

Tre poesie di Salvatore Toma

Un giorno
sarò albero e radice
sarò terra contesa.
Mi vorranno i vermi
i lombrichi le stelle
sarò cosa che cambia
chissà cosa diventerò.
Sarò fiore o montagna
o terra da cemento
per un buon palazzo
eppure un giorno ero vivo
e ho visto il mondo
eppure un giorno ero vivo
e ho visto il mondo.

*

Alla deriva
c’è soprattutto il mare
il mare vero
l’annientante malinconia
delle alghe morte
alla deriva
ci sono i sogni della sera
le ultime voci
dei fondali profondi.
Non posso esser vivo
e ricordare i morti
non voglio esser vivo
se devo ricordare i morti
e l’ossessione della loro
esistenza.
Alla deriva
c’è invece il mare
il mare aperto infinito
alla deriva
c’è finalmente la vita
filtrata digerita
c’è la leggerezza
del corpo vuoto.

*

Conoscevo la tua bellissima schiena
anche prima di provarla:
era morbida nella mia memoria
fresca e dura
e così mi si presenta oggi
che mi dai anche quella…
Una volta costava
rabbia e fantasia
anche solo amarti con lo sguardo
anche un invito innocente
suonava come un sacrilegio.
E io che tra di noi
non speravo che semplici incontri!
Oggi che sei tutta qui
intera e nuda
e viscida nel concederti
vuoi provare di tutto
vuoi mi dici vendicarti di te stessa
della tua malconsigliata gioventù
del tempo perduto
del passato speso a sognare
ciò che invece chiedere
era umano naturale possibile.



Salvatore Toma, Canzoniere della morte, Einaudi 1999.

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